Nutrizione in Pediatria - Vegetariani e vegani - Dottoressa Lisa Mariotti

Il numero dei vegetariani e dei vegani sta aumentano di anno in anno e sono sempre di più le famiglie che ma adeguatamente accompagnate. Negli ultimi anni è aumentato il numero di persone che per motivi ideologici, salutisti e alcuni anche per moda decidono di eliminare dalla propria dieta alcuni elementi che ritengono essere in disaccordo con il proprio pensiero. Già da molti anni è aumentato il numero di vegetariani che escludono l’assunzione di cibi animali diretti come carne, pesce, ma assumono cibi animali indiretti come latticini e uova. Soprattutto nell’ultimo periodo è aumentato il numero di vegani, che invece escludono completamente i cibi animali, diretti e indiretti. Solitamente condividono questa scelta anche con i propri figli, sin dallo svezzamento. Alcune notizie riportate dai giornali sono casi estremi, ma non isolati. Altri bambini sono stati ricoverati in pronto soccorso in gravi condizioni provocate da una alimentazioni non equilibrata, non adeguata a soddisfare tutte le esigenze di un organismo in crescita. Segno che ci sono scelte che non possono essere improvvisate: un’alimentazione selettiva, deve essere adeguatamente pianificata e complementata con l’aiuto di un esperto, in modo da ridurre eventuali deficit. Mentre nell’adulto una scelta di questo tipo comporta meno rischi ed è meno complicata da gestire in termini di supplementazione, in un bambino la faccenda si complica notevolmente. Infatti durante la crescita è necessaria una continua correzione dei supplementi per fornire un corretto apporto di nutrienti. Esistono degli elementi come la vitamina B12 presenti solo nei cibi animali, per cui è necessario che i bambini vegani la assumano con integratori o alimenti fortificati, su indicazione del pediatra. Ed è proprio la carenza di questa vitamina ad essere uno dei fattori di rischio maggiori per la salute dei nostri bimbi, in quanto la carenza di B12 causa anemia grave e danni neurologici anche irreversibili. Secondo la teoria dei mille giorni, la prevenzione inizia nella pancia della mamma come a dire che siamo anche quello che la nostra mamma mangia e ha mangiato e questo è vero anche nel periodo dell’allattamento. Teniamo presente che anche le madri onnivore devono supplementare la propria dieta durante gravidanza e allattamento, a maggior ragione chi segue una dieta selettiva dovrà prestare particolare attenzione. Da un punto di vista prettamente nutrizionale, i legumi costituiscono la fonte primaria di proteine nelle diete vegetariane. Per i soli bambini vegani, a causa di una minore digeribilità delle proteine vegetali rispetto a quelle animali, viene suggerito un aumento precauzionale dell’apporto proteico rispetto ai LARN, quantificabile nel 10-15% in più rispetto agli apporti previsti per l’età. Spesso viene anche consigliato di associare i legumi con i cereali, durante il pasto o comunque nella giornata alimentare, per ottenere un apporto proteico di elevato livello biologico. Anche l’introito di Calcio da parte dei vegani può essere inferiore a quello della popolazione generale, mentre quello dei latto-ovo-vegetariani è solitamente adeguato. Un buon apporto di questo minerale durante l’età pediatrica può essere comunque offerto con alimenti ricchi di calcio come, per esempio, legumi, verdure a basso contenuto di ossalati, frutta secca (come le mandorle) e, per i latto-ovo-vegetariani, latticini. Senza però dimenticare l’importanza della composizione di molte acque ricche in Sali minerali tra cui il calcio. Per il ferro è importante sottolineare come i vegetali contengano esclusivamente ferro di tipo non eme, il cui assorbimento è ostacolato da fitati e calcio. A causa della minore biodisponibilità del ferro non eme, le assunzioni di ferro consigliate per i vegetariani sono raddoppiate rispetto a quelle dei non vegetariani. C’è da dire che l’assorbimento può essere però favorito dalla vitamina C, dunque l’utilità per i vegetariani e soprattutto per i vegani di associare ai pasti una piccola quantità di succo di limone. Infine un appunto anche sullo zinco la cui biodisponibilità nelle diete vegetariane è ridotta per la presenza di fitati e fibre: pertanto, il fabbisogno di zinco nei vegetariani può essere superiore del 50% rispetto alla popolazione generale e deve perciò essere supplementato. In conclusione il messaggio che vogliamo mandare alle mamme vegetariane o vegane è che non vengano messe in discussione le scelte delle famiglie, ma occorre che uno specialista segua il bambino in un regime alimentare che, se non controllato, può essere pericoloso.